Tutti noi beviamo e apprezziamo il vino novello, tipico di questo periodo dellāanno e della festa di San Martino, ma cosa si intende esattamente con questo termine? Cosa lo differenzia da un qualsiasi altro vino?
Facciamo un salto in Francia, per scoprire nel Beaujolais nouveau una somiglianza con il nostro vino nostrale. ComāĆØ possibile? Il francese ha una particolare tecnica di vinificazione che lo contraddistingue, ovvero la macerazione carbonica al 100%. Scoperta Oltralpe negli anni ā30, prevede lāimmissione di grappoli di uva interi, per un tempo relativamente breve, in un contenitore chiuso ermeticamente in cui viene immessa anidride carbonica. Lāassenza di ossigeno favorisce un processo di fermentazione alcolica intracellulare: lāuva non viene pigiata, bensƬ sottoposta a macerazione per minimo 10 giorni, a una temperatura intorno ai 30°C. Durante la fermentazione si sprigiona dalle bucce le principali sostanze aromatiche che caratterizzeranno il vino, mentre il tannino ĆØ estratto in quantitĆ limitata.Ā
Lāuva quindi non viene pressata? SƬ, ma solo nella fase finale, e lāeventuale residuo zuccherino viene trasformato in alcol con un metodo di vinificazione tradizionale. Come per il novello, il processo di vinificazione richiede poco più di un mese, dopodichĆ© sarĆ pronto per essere apprezzato.
Come abbiamo visto il vino novello francese prevede la macerazione carbonica come unica tecnica di vinificazione, diversamente rispetto a quello italiano, che prevede una tecnica mista, ma le differenze non finiscono qui. Il primo ĆØ pronto dopo la metĆ di novembre, mentre il secondo a fine ottobre. In Francia il novello prevede lāuso di sole uve 100% Gamay, in Italia invece ĆØ consentito lāuso di ben 60 vitigni diversi, vinificati sia con la macerazione carbonica che con tecniche tradizionali.
I due aggettivi, usati spesso come sinonimi, non sono la stessa cosa e, spesso, traggono in inganno. In realtĆ si tratta di due prodotti diversi tra i quali esiste una precisa differenza. Il novello non ĆØ un vino nuovo, ideale per lāinvecchiamento, bensƬ viene consumato giovane. Proprio a causa della sua ridotta tannicitĆ , il vino novello deve essere consumato subito, nello stesso anno della vendemmia.
Anche in questo caso entra in gioco la tecnica della macerazione carbonica, nelle modalitĆ indicate dalla normativa italiana, per poter mettere sullāetichetta della bottiglia la denominazione ānovelloā. Con la definizione di āvino nuovoā si intende invece un prodotto che può essere considerato al primo stadio, per vini classici, ottenuti dopo affinamenti particolari e periodi più o meno lunghi di invecchiamento.
Se preferite un vino leggero, facile da bere, dalla bassa tannicitĆ ma ricco di profumi, il vino novello fa al caso vostro. Ha una gradazione alcolica di minimo 11%, può essere sia fermo che frizzante, dal bel colore rosso rubino con riflessi violacei.Ā
Lāaspetto gustativo invece dipende dai vitigni utilizzati nella vinificazione, ma generalmente il vino novello ha un gusto morbido, fresco e fragrante.
I cibi che meglio si accostano con questo vino sono quelli del periodo autunnale, quindi caldarroste, carciofi, taglieri di salumi, stufati di carne e dolci a base di castagne.
Il vino novello viene ritirato dal commercio entro fine anno, per poter garantire ai consumatori un prodotto di qualitĆ con caratteristiche organolettiche inalterate.
I fraintendimenti sono sempre dietro lāangolo, ma se deciderete di affidarvi a noi di La CiviltĆ del Bere e al nostro shop online, saremo lieti di esaudire le vostre richieste e consigliarvi il prodotto più adatto alle vostre esigenze tra vino novello, Beaujolais nouveau e vino nuovo.